:: La famiglia Pickard, Michele Arigano, (Bonfirraro, 2014), a cura di Elena Romanello

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Il regista John Pickard ha avuto un breve e intenso momento di successo, nello spietato star system a stelle e strisce, ma ora si trova in un momento di grave crisi creativa e economica. Per ritrovare se stesso, decide di fare un viaggio lontano dalle grandi città, in quella profonda provincia che nei decenni ha ispirato artisti di tutti i tipi. Il suo errare lo porta a Woodcutterhill, un villaggio dove il tempo sembra essersi fermato, con le case fatiscenti, le strade piene di fango e erbacce, simile ai villaggi fantasma vicini, uno dei tanti lasciti della conquista dell’Ovest americano, ma abitato da una comunità che ignora il resto del mondo così come il resto del mondo ignora Woodcutterhill.
In ogni caso, John Pickard rimane colpito dal luogo, così diverso da quelli a cui è abituato, senza tecnologia e con ritmi che all’apparenza sembrano meno frenetici, e lì scrive un nuovo film, coinvolgendo anche l’amico sceneggiatore Mark Thomas, con cui torna poi per girare il suo nuovo lavoro. Ma a questo punto le cose si complicano, perché i due scoprono cosa c’è dietro Woodcutterhill, un’antica maledizione che porta le persone ad arrivare lì e a non riuscire più ad andare via, oltre che storie cupe e torbide di abusi e morti. Con loro ci saranno sette ragazzi, giunti lì in un momento di difficoltà, che accetteranno di collaborare alla lavorazione del film, con esiti però via via sempre più terrificanti, perché Woodcutterhill ha dentro di sì qualcosa di diabolico che rende schiavi, e il beneficio che John Pickard ha avuto in partenza si trasformerà in una trappola terribile.
L’italianissimo Michele Arigano si confronta in questo romanzo con archetipi della cultura popolare e non solo americana (tra le righe non c’è solo Stephen King ma anche Faulkner e Steinbeck) in uno dei generi più emblematici e inquietanti della contemporaneità come l’horror. Le pagine del libro ripercorrono i percorsi di un genere, da Lovecraft in poi, con l’arrivo dello straniero nel luogo che non conosce, spinto da un desiderio impellente del momento, l’incontro scontro con la realtà esistente e il risultato del conflitto, creando un crescendo di suspense dove Woodcutterhill diventa un emblema di circolo chiuso e spaventoso, un microcosmo che tutto ingoia, inquietante come i luoghi di Stephen King, luogo antico e pericoloso, rassicurante solo all’inizio.
Il risultato è un romanzo avvincente, interessante, agile come dimensioni, in cui gli appassionati di horror potranno assistere ad una nuova discesa agli inferi dell’animo umano secondo uno schema che a prima vista può apparire appunto come già sentito ma che funziona sempre. La famiglia Pickard, un titolo che anticipa un finale agghiacciante (ma se non si legge il libro non si capisce) è interessante comunque anche per i non patiti del genere, in un momento in cui da oltreoceano, luogo da sempre di frontiera e di incontro tra diversità, giungono notizie non certo rassicuranti.

Michele Arigano è nato nel 1979 ad Halle, in Belgio, ma si è trasferito a cinque anni a Enna, in Sicilia, dove risiede tuttora. La famiglia Pickard è il suo primo romanzo.

Source: inviato al recensore dall’ufficio stampa, si ringrazia Bonfirraro Press.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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