:: Il mistero di Paradise Road, Pietro De Angelis (Elliot edizioni, 2016) a cura di Elena Romanello

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Nella notte del 15 gennaio del 1875, a Paradise Road, via di linde casette a schiera di persone della media borghesia, morirono nello stesso momento dodici persone, di varia età e non in condizioni di malattia, apparentemente senza motivo. Il fatto rimase un mistero sia per Scotland Yard che per la scienza.
Solo anni dopo emerge una possibile verità dal racconto di un uomo ricoverato in un manicomio: Lionel Morpher era un impiegato esemplare dell’Ufficio Brevetti che si era posto alcuni obiettivi fondamentali nella vita, come farsi una famiglia con Alphonsine. Ma qualcosa era andato storto, e Alphonsine si era appassionata alla poesia e poi ad un giovane poeta, con cui progettava di fuggire. A nulla erano valse minacce e lusinghe di Lionel, che aveva deciso di cercare di salvarla e ricondurla alla ragione con l’aiuto di una macchina misteriosa che si era procurato per vie traverse, che invece aveva causato la tragedia nella via.
Ancora una volta le atmosfere della letteratura vittoriana risultano vincenti anche oggi, con echi di Wilkie Collins e R.L. Stevenson, in un libro scritto oggi che immerge in quel mondo senza dimenticare tutte le suggestioni possibili, comprese quelle sociali, positiviste e steampunk.
Il mistero di Paradise Road ha diversi livelli di lettura: è un giallo paranormale di ambientazione ottocentesca, ma anche un esempio di narrativa d’anticipazione nel passato oltre che un quadro della società del tempo, raccontata anche in quegli aspetti privati di cui gli autori vittoriani non potevano tanto parlare, con riferimenti al ruolo subalterno della donna, visto che al centro di tutto c’è la ribellione di Alphonsine che viene trattata dal marito Lionel come una pazza da rinchiudere o da curare, ma anche a come veniva trattata la malattia mentale e a come erano risolti i problemi di disagio personale.
Un libro forse insolito nelle proposte editoriali di oggi, ma intrigante e senz’altro gradito per molti, visto che la fascinazione per l’epoca vittoriana è costante, raccontato da una voce italiana che si trova molto a suo agio in questa Londra nebbiosa e attratta dal progresso scientifico come soluzione a tutti i mali, sociali e dell’animo, a costo di crearne altri.

Pietro De Angelis è nato nel 1973 ad Ascoli Piceno. Dopo gli studi in filosofia, ha frequentato la Scuola Holden a Torino e il Corso per sceneggiatori Script/Rai a Roma. Nel 2006 ha pubblicato il manuale di scrittura creativa Il mondo narrativo. Come costruire e come presentare gli ambienti e i personaggi di una storia (Lindau). Sotto pseudonimo, ha esordito con il romanzo Primi riti del dolce sonno (Zandegù, 2006) e ha curato la raccolta collettiva di racconti The Sleepers. Racconti tra sogno e veglia (Azimut, 2008). Questo è il suo secondo romanzo.

Source: inviato dalla casa editrice al recenore, si ringrazia l’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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