:: Non dirmi bugie, Rena Olsen (Newton Compton, 2017) a cura di Elena Romanello

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Clara sta spazzolando i capelli ad una delle sue figlie adottive, quando alcuni uomini armati di un corpo di polizia scelto, fanno irruzione in casa, arrestano suo marito Glen, portano via le sue bambine e rinchiudono lei in un reparto psichiatrico.
Qui agenti federali e medici la chiamano con il nome Diana e iniziano a incalzarla con domande su suo marito e sulle sue attività, minacciando di chiuderla in un carcere femminile se non collabora: Glen ha urlato a Clara di non dire niente e lei vuole obbedirgli perché lo ama tanto, così come non vuole tradire la madre di lui, così importante nella sua vita.
Man mano che la storia procede, alternata tra passato e presente, emerge un’inquietante verità, basata su menzogne di anni, in mezzo alla quale Clara ha vissuto, sequestrata da un’associazione criminale che traffica in ragazze e bambine, tra bugie, violenze, omicidi, lavaggio del cervello, stereotipi inculcati. Per Clara sarà duro capire che tutta la sua vita è stata uno sbaglio, che Glen non era certo un grande amore da difendere, che ha perso cose e persone importantissime e che per lei può esserci redenzione e una nuova vita a patto che sappia rinnegare e distruggere quella vecchia.
Un thriller psicologico che racconta il dramma reale del traffico di esseri umani, soprattutto di giovani donne e bambine, frequentissimo anche nel civile Occidente, dal di dentro, spiegando che raggiri e bugie vengono raccontati spesso alla vittime, quando vengono prese da bambine, perché si accetti l’indicibile e l’anormale, fatto di prevaricazione e violenza, tra bordelli e vite come schiave di uomini molto più anziani.
Ma Non dirmi bugie è un libro interessante non solo dal punto di vista del thriller e della denuncia: in un momento in cui da più parti si esalta la sottomissione della donna, la sudditanza all’uomo, la mancanza di ribellione e soprattutto si minimizza la violenza domestica perché sempre amore è, questa storia di sopraffazione e menzogna è doverosa e da leggere proprio per far capire che amore non è violenza, amore non è oppressione, amore non è limitazione di una libertà e la ribellione di Clara, con il suo ritrovare se stessa può essere d’aiuto a qualunque donna o ragazza che si trovi alla prese con un rapporto oppressivo e limitativo.
Non dirmi bugie quindi si pone tra le storie thriller interessanti e di valore, quelle avvincenti ma capaci anche di parlare di problemi attuali e non certo solo legati al mondo della criminalità organizzata.

Rena Olsen Vive in Iowa, è una scrittrice, terapeuta, insegnante, cantante a tempo perso e soprattutto un’incrollabile ottimista. Di giorno cerca di salvare il mondo come psicologa scolastica, mentre di notte costruisce nuovi mondi sulla carta. Non dirmi bugie è il suo primo romanzo. Il suo sito internet è renaolsen.com

Source: omaggio della casa editrice, si ringrazia l’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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