:: Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile, Isabella Guanzini, (Ponte alle Grazie, 2017), a cura di Daniela Distefano

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La tenerezza – con il suo corredo di affezioni tenaci, che sfidano i predatori e i prepotenti, i cinici e gli insensibili, i corrotti e i gaudenti a spese altrui – sta nell’ombra delle virtù civili e dei tempi forti della comunità.
E’ un integratore della vita privata, una tisana per il tempo libero.

Forse non siamo più capaci di appuntare nel nostro cuore la spilla degli affetti. Siamo presi da altro oramai, “quell’altro” che non vale oltre la vita ma che per molto tempo è la nostra ragione di vita: il successo, l’ambizione, il timore di cadere..
Il saggio “Tenerezza” di Isabella Guanzini è un regalo che dobbiamo fare alla nostra coscienza brutalizzata dalla noia della lotta quotidiana.
Siamo così stretti nell’armatura, nella corazza dell’indifferenza che non sappiamo più apprezzare le gioie della condivisione, della dolcezza, della compassione.
Ci stordiamo con il ritornello delle emozioni usa e getta. Non ci manca la leggerezza, ma l’appesantiamo con la superficialità.

Ci troviamo – almeno noi occidentali – in una costellazione sociale, culturale e tecnologica povera di tracce di una vita complessiva dello spirito: la nostra anima non ha più storia, non sa a che cosa affezionarsi.

Come recidere questa zizzania che cresce assieme al nostro grano buono?
Di chi è la colpa? Come si è arrivati a venerare l’alienazione e la distanza siderale tra un corpo e l’altro?
Un abbraccio è ancora il punto esclamativo dell’amore, dell’amicizia, della fraternità?

La rimozione sistematica della tenerezza reciproca dalla grammatica della vita crea un’insensibilità devastante per la qualità della convivenza:
in ogni civiltà, anche la più rispettabile e la più avanzata.

Contro l’immigrato, contro il profugo, contro l’omosessuale, contro la donna, poi contro noi stessi. Contro. E se fermentassero, fiorissero, sbocciassero come in primavera i sorrisi, le parole dette con gli occhi, il sentimento senza paura di rimanere sempre fregati?
Il rischio. Dobbiamo solo rischiare, agguantare la mappa dei nostri percorsi emotivi, e poi lasciarci andare, c’è Dio che supervisiona, ovunque.

Finché qualcuno ha il coraggio di invitare alla rivoluzione dell’amore e della tenerezza, abbiamo la possibilità di ricordare che è da lì che veniamo e lì siamo chiamati a dirigerci e a sostare.
Noi umani non abbiamo altro che questo per proteggerci dal freddo e dal buio che ci assalgono, in quei movimenti della coscienza che mettono in questione tutto.

Un saggio libro che ci conduce per mano alla lettura delle criticità della società di oggi. L’Occidente è in crisi ma ha ancora riserve visibili per sopravvivere alla notte dei pensieri mutilati.

Isabella Guanzini, nata a Cremona, è filosofa e teologa.
Ha insegnato Storia della filosofia e Teologia fondamentale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. Dal 2016 è professore ordinario di Teologia fondamentale dell’Università di Graz.

Source: libro inviato dall’Editore al recensore, ringraziamo Matteo dell’ufficio stampa “Ponte alle grazie”.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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