:: Il posto più pericoloso del mondo, Lindsey Lee Johnson, (Bompiani, 2017) a cura di Micol Borzatta

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Terza media. Tredici anni. Un’età difficile, non si è ancora adulti, ma nemmeno più dei bambini, anche se dal lato pratico le azioni e comportamenti sono ancora infantili.
Tutto ha inizio quando Tristan, un ragazzino un po’ diverso che viene lasciato da parte dai compagni, decide di scrivere una lettera d’amore a Calista.
Lei la trova nel suo armadietto e non sapendo come comportarsi si rivolge alla sua amica Abigail che le consiglia, e la obbliga, di consegnarla a Ryan, il ragazzo top della scuola e con il quale ogni tatno Cally pomicia.
La lettera viene postata su Facebook, dove Ryan, Nick, Dave, Damon, Emma e Abigail iniziano a commentare prendendo in giro e insultando Tristan. Seguiti subito a ruota dagli altri compagni. L’unica che non scrive è Cally.
Tristan, non sopportando più quegli attacchi di bullismo, decide, una mattina mentre va a scuola, di gettarsi dal Golden Gate Bridge.
Questo avvenimento colpisce molto i compagni di scuola in modi diversi, ma quella che rimarrà più traumatizzata sarà proprio Cally.
Altro romanzo che cavalca il tema del momento: suicidio a seguito di bullismo.
Questa volta, però, invece di vivere l’orrore della vittima e sondare gli avvenimenti dal suo punto di vista, viene descritto e studiato nei minimi particolari quello che avviene a chi sopravvive.
Infatti viviamo le vite del gruppo dei ragazzi che hanno bullizzato Tristan quattro anni dopo l’avvenimento. Conosciamo:
– Ryan: il figo e donnaiolo che nel suo intimo è completamente l’opposto ma nessuno lo sa,
– Damon: il vandalo criminale che finisce in prigione pur di mantenere l’immagine che gli hanno appiccicato addosso,
– Dave: il figlio modello e genio della scuola, che non potendo deludere nessuno arriva a comprare i risultati dei test,
– Nick: che deve mantenere l’immagine del festaiolo e menefreghista,
– Emma: vive solo per la danza, il suo corpo è solo uno strumento da usare e da sfruttare e distruggere nei week end in modo da farlo rigare dritto durante la settimana,
– Abigail: in continua carenza d’amore e d’affetto, insicura a causa del suo aspetto si brutta negli studi per primeggiare,
– Cally: l’unica che non è mai stata punita per quello che è successo a Tristan, e che quindi a differenza degli altri non ha una maschera cucita addosso da altri e si tortura da sola distruggendosi in tutti i modi possibili.
Una storia che esplora la natura umana in tutta la sua complessità, dimostrando come sia più facile vivere con una maschera addosso e recitando una parte affibbiataci piuttosto che dimostrare realmente chi siamo. Contemporaneamente però dimostra come il recitare parti a noi estranee possa solamente rovinarci la vita.
Con una narrazione scorrevole e lineare, un romanzo istruttivo e didattico che ci permette di interrogarci nel profondo.

Lindsey Lee Johnson si è specializzata in scrittura creativa alla University of Southern California, dove ha anche insegnato come pure al Clark College e alla Portland State University, e tiene corsi di scrittura per adolescenti. Vive a Los Angeles con suo marito, ma è nata e cresciuta nella Contea di Marin, in California, dove è ambientato Il posto più pericoloso del mondo, il suo romanzo d’esordio.

Source: pdf inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Frida dell’ Ufficio Stampa Bompiani.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Il posto più pericoloso del mondo, Lindsey Lee Johnson, (Bompiani, 2017) a cura di Micol Borzatta”

  1. Micol Borzatta Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

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