:: Dove comincia il mondo, Truman Capote (Garzanti, 2016) a cura di Fabrizio Fulio Bragoni

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La donna guardò fuori dalla finestra sul retro del Mill Store, concentrando l’attenzione sui bambini che giocavano allegramente nelle acque luccicanti del torrente. Il cielo era completamente sereno, e il sole del Sud caldo sulla terra. La donna si terse il sudore dalla fronte con un fazzoletto rosso. L’acqua che scorreva veloce sopra i ciottoli chiari del fondo del torrente sembrava fredda e invitante. Se ora non ci fossero quei gitanti, pensò, giuro che andrei a sedermi là per rinfrescarmi. Accidenti!
Quasi tutti i sabati la gente di città veniva in comitive a passare il pomeriggio facendo merenda sui ciottoli bianchi delle spiagge di Mill Creek, mentre i bambini giocavano nell’acqua bassa. Quel pomeriggio, un sabato verso la fine di agosto, era in pieno svolgimento un picnic della scuola domenicale. Tre donne anziane, insegnanti della scuola, correvano qua e là nel tratto in ombra, sorvegliando ansiosamente i bambini affidati alle loro cure.

(Truman Capote, Dove comincia il mondo, Garzanti, Milano 2016, p. 21. Traduzione di Vincenzo Mantovani)

Le persone: vecchi vagabondi; pericolosi evasi; anziane donne scorbutiche ma risolute, ragazzine “apparentemente” per bene, e altre con misteriosi segreti da nascondere, vedove dal passato inaspettato e bambini soli, genitori distanti o totalmente assenti, giovani romantiche o coniugi non più tanto innamorati; e poi i luoghi: i collegi e le abitazioni private, il parco e la palude, i drugstore e le scuole pubbliche, New York e il sud, la Città e i paesi; e per finire i toni, che vanno dall’ironico al malinconico, dall’amaro all’avventuroso, dal grottesco al tragico.
A elencarne così gli elementi costitutivi, pare che ci sia poco (o troppo) da dire su Dove comincia il mondo, volume che raccoglie 14 racconti inediti composti da Capote tra il 1940 e il 1947 (e cioè tra i 16 e i 23 anni); troppo (o troppo poco) per fare un discorso generale, comunque.
Invece, a dispetto della varietà tematica, di ambientazione e di tono, Dove comincia il mondo mostra una sua coerenza interna. Sì, perché se lo stile è ancora in costruzione, la poetica di Capote appare già parzialmente definita: la si rileva, per esempio, nella preferenza accordata dall’autore ai personaggi soli e in un certo qual modo sradicati. I 14 racconti di portano tutti in scena la solitudine, l’isolamento e il senso d’inadeguatezza (temi, questi, ancora centrali nella narrativa del Capote maturo). E non importa che lo facciano rivisitando il topos dell’innocenza tradita o battendo la strada dell’amore non (più) ricambiato, della perdita di una persona cara, del passato che torna a farsi presente, dell’invidia, della noia o del senso di colpa. E poco conta che lo facciano attraverso i modi a volte acerbi dell’autore che non ha ancora trovato la sua voce (o non del tutto, non in maniera stabile), e che è pronto a sperimentare con lo stile e a cimentarsi con la costruzione degli effetti, le figure retoriche, i toni e i modi della narrazione, spaziando tra prima e terza persona, tra ricche descrizioni ambientali e costruzioni più scarne, punti di vista multipli e narrazioni “tradizionali”, attingendo a tutto l’armamentario del già scritto pur di trovare il “modo giusto”.
E poi il “modo giusto” il giovane Capote lo trova sempre, ed è per questo che bisogna leggere i suoi racconti: non solo come testimonianze dell’apprendistato di uno dei maestri della letteratura americana del ‘900, ma come testi dotati di un loro chiaro valore letterario e illuminati da un talento indiscutibile benché ancora grezzo.

Truman Capote (New Orleans 1924 – Los Angeles 1984) è una delle voci più originali della letteratura americana del Novecento. I suoi libri, editi da Garzanti, sono Colazione da Tiffany, Altre voci altre stanze (1948); L’arpa d’erba (1953); A sangue freddo (1966); I cani abbaiano (1976); Musica per camaleonti (1980); Preghiere esaudite (1986), romanzo che Capote scrisse poco prima di morire e pubblicato postumo; Incontro d’estate (2006), scritto nel 1943 e ritrovato solo nel 2004, tra le carte lasciate dallo scrittore nella sua vecchia casa di Brooklyn. I suoi racconti brevi sono raccolti in La forma delle cose (2007, nuova edizione con un racconto inedito 2013) e i suoi scritti giornalistici in Ritratti e osservazioni. Tra giornalismo e letteratura (2008). La più recente scoperta di testi inediti è costituita dai racconti giovanili ora pubblicati in Dove comincia il mondo (2016).
È edita da Garzanti anche la sua biografia scritta da George Plimpton: Truman Capote. Dove diversi amici, nemici, conoscenti e detrattori ricordano la sua vita turbolenta (2014).

Source: inviato al recensore dalla casa editrice, si ringrazia Bianca dell’ Ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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