:: Bookteen – Le parole del pettirosso, Anna Maria D’Ambrosio, (Giovane Holden Edizioni, 2016) a cura di Lucrezia Romussi

1La casa emergeva dal fogliame con l’ampio cappello del tetto; era bianca e, come se porte e finestre fossero sempre aperte, il verde mai del tutto fuori. – Maddalena avrebbe voluto dargli la mano, ma lo zio camminava un po’ distaccato come rispettando un confine. – Un’estate tutta da vivere al mare: Madi avrebbe nuotato, divorato ciliegie e giocato con le onde. – Lungo un viale, un viale di platani, avrebbe detto Cecilia, ecco due in attesa di attraversare: lui controlla il semaforo, lei indugia a guardare la finestra di fronte dalle fruscianti tende in satin. – Sessantadue giorni a Natale. Considerava fra sé la maestra Bergamelli, mentre il campanello trapanava il minuto e una frotta di scolari spingeva all’ingresso. – Non sono in posa, stavano camminando qualcuno le fotografò. – In corridoio, Ninetta ebbe le vertigini, in cima a una catasta di pensieri affannosi; si sentiva in cima a una scala, obbligata a stare dove poggiava i piedi: avanti non c’erano più gradini, indietro non poteva andare. – Sulla corriera di sole donne, a parte un solitario autista, donne finalmente sole, Selene discorreva con un’amica di come moglie e marito fossero pari e perciò lei si vantava di non cucinare. – Medardo ascoltava il suono dell’acqua. – La Robazza, signorina Camilla Robazza, serrò l’uscio risoluta: che ci rimanessero gli altri a far la muffa, lei partiva per il mare! – Da quando ho lasciato il lavoro e finalmente ho iniziato a scrivere, il disagio di non sapere chi sono si è aggravato. – L’areo decollò un mattino trasparente, con un cielo così terso che le Alpi parevano in rilievo. La casa di scarso spessore, al margine del campo, veniva su dal terreno arato di fresco, dalle zolle di un umido profondo che il sole novembrino non scaldava. – Da allora ogni anno chiude alla mie spalle un cancello, separato dal precedente da un territorio nebbioso. Non so perché mi trovo qui, né quando e in quale circostanza vi arrivai. –

Sono queste le frasi inziali che inaugurano ogni racconto del nuovo libro di Anna Maria D’Ambrosio ‘’Le parole del pettirosso’’. La scrittrice ha partecipato, meritando importanti risultati, a numerosi concorsi letterari: nel 2011 vince il premio Rhegium Julii con la silloge di poesia ‘’Costretti a calpestare l’erba’’; nel 2013 è tra i finalisti del concorso Letterario Internazionale Alessandro Manzoni; mentre durante l’anno 2015 si aggiudica la finale del riconoscimento nazionale Franz Kafka. Anna Maria D’Ambrosio è in grado di cimentarsi egregiamente nella composizione di diversi generi letterari, varia, infatti, dal lirico al romanzesco, proprio a quest’ultima tipologia appartiene il testo d’esordio ‘’Devi solo cadere con me’’. Il testo preso in considerazione ‘’Le parole del pettirosso’’ è edito da Giovane Holden Edizioni, ed è stato da me acquistato in libreria. Il titolo, deriva dall’ auspicio da parte di Anna Maria D’Ambrosio che la parola giusta saltelli come un pettirosso alle menti dei lettori. ‘’Le parole del pettirosso’’ è composto da quindici storie alcune tristi, altre ironiche, talune dolci, ulteriori educative. I racconti, dunque, possono essere letti come paragrafi di uno stesso libro. In essi, le protagoniste sono le donne, rappresentate da diverse personalità. Ci sono: Maddalena, una bambina di campagna che vorrebbe diventare un albero, la quale racconta soavemente la sua infanzia; Cecilia una giovane alla ricerca coraggiosa della propria identità; donne meridionali schiette e pratiche che vantano un’umile origine; una ragazza in solitudine, la quale, però, attraverso stereotipi lessicali, riesce a sdrammatizzare con una sorprendente ironia questa sua condizione. Le pagine de ‘’Le parole del pettirosso”, quindi, affrontano diversi temi come la separazione dai nostri cari, analizzando profondamente l’eterna diatriba tra dolore e bellezza della vita, l’analisi introspettiva di se stessi, il contrasto fra sogno e realtà, illusioni e concretezza, presente e passato, il destino, la sofferenza e la speranza donando, così, una generale ma approfondita riflessione sui molteplici aspetti dell’esistenza. C’è un unico racconto con un protagonista maschile che narra la vita tra i campi faticosa e impegnativa di un contadino della pianura novarese. ‘’Le parole del pettirosso’’ è ambientato tra i territori del sud e del nord Italia, i luoghi, quindi, sottolineano marcatamente il senso dicotomico dell’intero testo. Dunque, non mi resta che augurarvi buona lettura affinché possiate godere al meglio un testo originale e creativo, che attraverso, un linguaggio semplice e, protagoniste coinvolgenti, è in grado di attuare profondi ragionamenti sull’esistenza umana.

Anna Maria D’ambrosio Nord sud: questa duplice matrice caratterizza l’opera della scrittrice, nata a Novara e di origine meridionale.
Ha partecipato e ottenuto ottimi risultati a importanti premi letterari: nel 2011 vince il Premio Rhegium Julii con la silloge di poesia Costretti a calpestare l’erba; nel 2013 è tra i finalisti del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni; nel 2015 con la silloge Di fiori e di foglie ed. Interlinea è tra i finalisti al Premio Letterario Giovane Holden e al Premio Letterario Nazionale Franz Kafka 2015. Nel 2016 esordisce nella narrativa con il romanzo Devi solo cadere con me ed. Interlinea.

Source: Libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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