:: Sguardi dal Novecento (Galaad, 2014), Vite colme di versi (Galaad, 2016), Nicola Vacca

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Due saggi propongo oggi all’attenzione dei lettori di Liberi, scritti in tempi diversi (il primo nel 2014, il secondo nel 2016), per lo stesso editore Galaad Edizioni, scritti dallo stesso autore Nicola Vacca, giornalista, critico, poeta, operatore culturale nel senso più ampio e meno dogmatico del termine, figura anomala nel panorama culturale italiano, per molti motivi che forse saranno chiari proseguendo la lettura. I testi sono Sguardi dal Novecento (con prefazione di Simone Gambacorta, giornalista e “recensore” come ama definirsi) e Vite colme di versi. Le letture comparative sono interessanti, specie in questo caso, sono davvero due testi complementari che è utile leggere insieme se si vuole far luce su alcuni angoli bui della letteratura nella sua ampia accezione del termine, non solo italiana, del secolo scorso. Cosa accomuna i due testi (prima di vedere le varie peculiarità)? Lo spirito, lo sguardo con cui Nicola Vacca osserva la letteratura (che sia poesia o narrativa, o persino filosofia). Se si sfogliano anche solo i libri scorrendo gli indici, notando gli autori citati (per ognuno di loro qualche pagina essenziale, esplicativa) noterete mostri sacri (universalmente celebrati) accanto a nomi quasi sconosciuti, trascurati, esiliati dal panteon delle sacre carte, dell’ osanna ufficiale. Nicola Vacca ignora le direttive, le imposizioni, (e può permetterselo) e fa qualcosa di stranamente rivoluzionario, dà primato all’ arte, al talento, rispetto all’ ideologia, al credo politico, all’aderenza a scuole di più o meno alto prestigio. Si può permettere di parlare di Rocco Scotellaro, meridionalista e intellettuale socialista, e di Edgardo Marani, letterato emiliano, poeta di rara sensibilità, consigliere provinciale di Reggio, e successivamente segretario del fascio, seviziato e ucciso e ritrovato in una fossa comune.

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Nomi forse ai più sconosciuti come Nicola Gomez Devila, o Piero Bigongiari, o Beppe Salvia, o Nika Turbina (l’unica poetessa che anche io conoscevo eccettuati i grandi Caproni, Bellezza, Ungaretti, Campana, Celan, Prevert) possono convivere in fraterna vicinanza con Alda Merini, Silone, Flaiano, Sciascia, Bassani, Cassola e tanti altri che lascio a voi scoprire. Insomma se amate davvero la letteratura, e non avete paura di sporcarvi con il pensiero divergente, non allineato, anarchico, eretico, in questi libri troverete un piccolo tesoro di scoperte e riscoperte. Con poche parole Nicola Vacca stila ritratti sostanziali, analitici e dettagliati. Inviti ad approfondire, a volere saperne di più. A cercare le opere che questi autori hanno scritto, le poesie che hanno immaginato, testi altrimenti destinati a rimanere dell’oblio della (colpevole) dimenticanza. Pur nella loro brevità questi mini saggi, racchiudo l’essenza di autori a volte solo conosciuti dagli studiosi, e ora invece accostabili da tutti. Nella semplicità del linguaggio (che riesce a far sembrare semplici anche pensieri complessi) Nicola Vacca parla di critica letteraria in modo intuitivo e immediato, divulgativo, democratico (nella nobile accezione ateniese del termine) e ridà dignità ad autori che la polvere del politicamente corretto letterario tenderebbe a isolare e emarginare. Se Sguardi dal Novecento ci parla per lo più di narrativa, il suo compendio Vite colme di versi ci parla di poesia, ed entrambi concorrono a formare nel lettore qualcosa di raro e insolito, una sorta di pensiero indipendente, libero, svincolato da pregiudizi, o dettami più o meno imposti. Ernest Junger può essere vicino di pagine di Albert Camus (non ci possono essere autori più lontani), ed il bello di tutto ciò è che dimostra che così può essere, che non c’è nessun errore concettuale, nessuna discrepanza intellettuale, politica, etica o morale. Che la letteratura è un mondo dove la libertà ha ancora diritto di esistere, anzi è l’unica strada da percorrere per avere diritto di cittadinanza. E non emerge il senso di un puro esercizio teorico, di un sterile e freddo studio svicolato da sentimenti o emozioni. Se leggete Ante Zemljiar nell’ inferno dell’Isola Nuda (da Vite colme di versi), capirete di cosa parlo, la partecipazione è commossa, sincera, rispettosa, un tipo di atteggiamento che è raro nella critica, come nella vita di tutti i giorni. Forse il più toccante e arrabbiato è il profilo steso per Dario Bellezza, morto di Aids nel 1996, e espunto, cancellato dal discorso letterario contemporaneo. Il più curioso, il profilo di Karl Kraus, un’ intelligenza scomoda, una lingua tagliente, un autore inattuale quanto mai necessario. Questi testi aprono porte, sta a voi lettori la volontà di aprirle.

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. È redattore della rivista «Satisfiction». Svolge, inoltre, un’inten-
sa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Sche-
na 1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefa-
zione di Paolo Ruffilli, Pellicani 2002), Serena musica segreta (Manni 2003), Civiltà delle anime (Book editore 2004), Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli, Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007), Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008), Esperienza degli affanni (Edizioni Il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010), Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio 2011), Mattanza dell’incanto (prefazione di Gian Ruggiero Manzoni, Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (prefazione di Simone Gambacorta, Galaad Edizioni 2014), Luce nera (Marco Saya edizioni 2015).

Source: testi inviati dall’autore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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