:: Yuri – Asa Nisi Masa, Igort (Coconino Press, 2017), a cura di Elena Romanello

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Nel 1994 un’equipe composta dall’italiano Igort e dai giapponesi Yasumitsu Tsutsumi e Midori Yamane lavorò al primo esperimento di manga realizzato da un autore non giapponese per la casa editrice Kodansha, colosso editoriale conosciuto in Occidente solo per i fumetti ma che in realtà pubblica di tutto.
Nacque Yuri, uscito a puntate e tutto a colori (a differenza dei manga che sono quasi sempre in bianco e nero salvo qualche pagina speciale) e fu pubblicato dal settimanale Comic Morning, che vende un milione e quattrocentomila copie ogni settimana, ottenendo un ottimo successo.
Yuri racconta le peripezie di un cucciolo di astronauta, un alieno mezzo bambino e mezzo animale con una tuta per girare nello spazio, che gira per il cosmo in compagnia di un robot di legno per ritrovare i suoi genitori.
L’amore giapponese per le storie di robot e di orfani, che tante storie animate ha creato negli anni, torna in una storia coloratissima di viaggi, con un protagonista molto originale ma che nello stesso tempo echeggia icone dei manga come Astroboy di Tezuka, alle prese con l’eterna ricerca delle proprie origini, con accanto un robot diverso dai giganti d’acciaio imbattibili a cui ci hanno abituato Go Nagai e colleghi, di legno, con un evidente richiamo a quel Pinocchio di Collodi che molti mangaka amano.
Yuri visita le profondità del cosmo, pianeti sconosciuti e le profondità del mare, facendo vari incontri, con un finale aperto e di ricerca, e varie strizzate d’occhio alla cultura pop, a cominciare dalla presenza delle Fiat 400 e 600, modelli di culto nel Paese del Sol levante e oggetto di un collezionismo che è andato oltre il loro essere nate come utilitarie.
Un manga insolito e originale, nato per un pubblico di giovanissimi, ma piacevolissimo a ogni età, sia per chi ama il fumetto giapponese che quello occidentale, e per chi guarda con favore a ogni tipo di sperimentazione, qui forte e capace di coniugare tanti immaginari in un risultato insolito e originale, con una graphic novel che si avvicina all’albo illustrato.

Igort, vero nome Igor Tuveri, classe 1958, inizia la sua carriera di fumettista a fine anni Settanta, iniziando a collaborare con riviste italiane e straniere come Linus, Frigidaire, Metal Hurlant. A partire dagli anni Novanta inizia a lavorare per la casa editrice Kodansha, primo occidentale ad entrare nel tempio dei manga. Nel 2000 fonda la Coconino Press, che lascerà nel 2017; in parallelo si trasferisce a Parigi, e si dividerà molto tra la capitale francese e Tokyo, passando in Italia in molte occasioni e facendo altri viaggi. Tra le sue opere ricordiamo Goodbye Baobab, Yuri, Brillo Croniche di Fafifurnia, Storyteller, Quaderni ucraini, Quaderni russi, My generation, Gli assalti alle panetterie.

Source: dono della casa editrice al recensore, si ringrazia l’ufficio stampa Fandango Coconino Press.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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