:: Come scoprite nuovi libri interessanti?

15 giugno 2017

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Oltre ai classici, o agli autori di riferimento le nostre letture sono composte anche da autori nuovi, magari al loro esordio che per un motivo o per l’altro attirano la nostra attenzione, magari rivelandosi delle sorprese gradite. Come scoprite questi nuovi libri? Ecco il sondaggio di oggi ci aiuterà a fare chiarezza su questo tema, credo interessante. Risposte multiple.

:: La principessa spaventapasseri di Federico Rossi Edrighi, (Bao Publishing, 2016) a cura di Elena Romanello

15 giugno 2017
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Ci sono fumetti per ragazzi e fumetti per adulti, e poi ci sono fumetti che sulla carta sono per ragazzi ma in realtà sono per tutti, perche raccontano storie universali, di crescita, cambiamento, fantasia, realtà.
Uno di questi casi è La principessa spaventapasseri di Federico Rossi Edrighi, un romanzo di formazione nascosto sotto un dark fantasy che rievoca il Neil Gaiman di Coraline e de Il ragazzo del cimitero.
Morrigan è un’adolescente che si sente sola e non gradisce granché i continui spostamenti a cui la madre e il fratello maggiore, molto più grande di lei, la sottopongono per star dietro alle loro ricerche per libri sui misteri inglesi tradotti in tutto il mondo. Stavolta Morrigan si trova in un paesino dell’Inghilterra rurare così piccolo che nemmeno ti accorgi di esserci, e le prospettive non sono certo interessanti. Un giorno la ragazza conosce un’anziana vedova che le fa un dono destinato a cambiarle la vita, ma che la costringe ad affrontare il Signore dei corvi, un’entità malvagia che vuole sottomettere il mondo con il suo animo perverso e malato, alla fine simbolico di cosa c’è dentro di noi.
Morrigan dovrà affrontarlo, scoprendo nuove cose di se stessa e che c’è comunque un mondo e una vita degni di essere salvati e vissuti, anche se non sembrava cocì.
La protagonista ha un nome che è tutto un programma, perché Morrigan è il nome di una dea delle leggende irlandesi, una e trina, con tre volti, ragazza, donna e anziana. Qui l’incontro è tra due diverse generazioni, Morrigan e la sua anziana vicina di casa, due solitudini che scoprono di avere un qualcosa in comune, forse oltre il dover salvare il mondo. Anche il Signore dei corvi è una figura archetipa delle leggende, ripresa poi dall’immaginario contemporaneo, e qui rivive in una prospettiva fiabesca e mai banale, come simbolo di un male non irreale ma presente nel mondo, in ogni persona.
Morrigan si mette nella tradizione delle ragazze magiche e fantastiche, ma in modo molto umano, in lei ci sono echi di icone come Pippi Calzelunghe, se non altro nella caratterizzazione, e il suo affrontare il male assoluto per diventare adulta, secondo uno schema che nei decenni ha dato storie che vanno da Alice nel paese delle meraviglie a Labyrinth, da Il mago di Oz a Sailormoon, è originale perché è credibile, è uno specchio deformato che ricostruisce un percorso attraverso cui tutti siamo passati.
Una storia a se stante bella da leggere quando si ha l’età di Morrigan ma anche quando la si ha superata da un pezzo, perché certe storie sono parte di ogni età e di ogni generazione.

Federico Rossi Edrighi nasce in provincia di Roma nel 1982. Dal 2006 al 2014 realizza storyboard per lungometraggi e serie tv per studi come Musicartoon e Rainbow CGI. Ha collaborato alla quarta stagione di John Doe (Editoriale Aurea) su testi di Mauro Uzzeo e Roberto Recchioni, e ad Harpun (GP Publishing) su testi di Giovanni Masi, riedito nel 2016 da Verticomics. Nel 2015 disegna l’adattamento di Alle Montagne della Follia per la collana Roberto Recchioni presenta: i Maestri dell’Orrore (testi di Giovanni Masi, edizioni Star Comics), e dallo stesso anno collabora con la Sergio Bonelli Editore per la serie Dylan Dog. Nel 2016, per la Casa editrice BAO Publishing pubblica La principessa spaventapasseri.

Provenienza: omaggio dell’editore al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

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:: La schiavitù raccontata a mia figlia, Christiane Taubira, (Baldini&Castoldi, 2017), a cura di Daniela Distefano

14 giugno 2017
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Se ti dico “Terra della libertà”, a che Paese pensi?
Agli Stati Uniti, naturalmente.
Ma è in questa Terra di libertà che la schiavitù figurava tra le leggi dello Stato della Virginia ancora nel 1980.
Coincidenza: questo è stato l’anno in cui la Mauritania fu l’ultimo Stato facente parte dell’ONU ad abolire la schiavitù.
Nei testi giuridici, non ancora nei fatti!

Un dialogo fra madre e figlia fa da sottofondo a questo opuscolo dal titolo eloquente: “La Schiavitù raccontata a mia figlia” (Baldini&Castoldi) di Christiane Taubira.
Ma cos’è la schiavitù oggi e cos’è stata nel passato?
E’ in corso una riflessione nel tentativo di definire il contenuto del crimine contro l’umanità.
“Non sono né il numero delle vittime né l’intensità della loro sofferenza, ma la negazione della parte eterna dell’uomo che è in ciascuno”, a costituire un crimine contro l’umanità.
Lo stato di guerra non è dunque l’unico contesto nel quale possa essere perpetrato.
E non c’è un concetto più pertinente per racchiudere la totalità di quello che furono la tratta e la schiavitù, cioè il primo sistema economico e la prima organizzazione sociale gerarchizzata le cui fondamenta sono la deportazione in massa della popolazione e l’omicidio legalizzato.
Come si è sviluppata la schiavitù nella Storia?
Napoleone Bonaparte, imperatore di Francia, ripristinò l’asservimento nelle colonie francesi per soddisfare le rivendicazioni dei proprietari delle piantagioni.

Quando vi parlano di Luigi XIV, il Re Sole, a Versailles, vi devono anche insegnare che promulgò il Codice nero, che dichiarava gli schiavi “beni mobili”
e autorizzava i padroni a infliggere loro sevizie corporali…

I numeri sono da vergogna.
Numero totale dei deportati nelle rotte dall’Africa all’America: fra i 15 e i 30 milioni.
La schiavitù è durata in Europa per oltre quattro secoli, in Francia due.
C’è poco altro da aggiungere, la deportazione degli ebrei è il nostro grado zero del genere umano, ma almeno ne abbiamo consapevolezza.
Il sistematico oltraggio alla popolazione di colore valica ogni nostro pentimento.
Siamo mostri se non amiamo come Gesù ci ha insegnato nel Vangelo.

La pace non è né l’equilibrio del terrore, né la supremazia dei più forti.
La pace è questa fragile costruzione comune, ricucita senza sosta sulle ingiustizie e le disuguaglianze che ci ostiniamo a combattere.

Una conversazione, questa, che vuole essere propulsiva e stimolante.
Azzeriamo il debito dei Paesi del Terzo mondo,
non per scolparci, ma per riprendere il filo dell’umiltà, la corda alla quale ci aggrappiamo per non cadere nel vuoto.
Le future generazioni hanno bisogno di una ragione per crescere senza rimorsi oltraggiosi, senza quei massi che la nostra coscienza ci tramanda a volte automaticamente, meccanicamente, involontariamente.

Christiane Taubira (1952) – guardasigilli di Francia dal 2012 fino alle dimissioni del gennaio 2016 – è uno dei più autorevoli e influenti esponenti della gauche francese.
Impegnata in politica, in difesa dei diritti umani e delle libertà civili sin da giovanissima, è stata protagonista delle battaglie per il matrimonio per le coppie omosessuali e per la riforma della giustizia penale.

Source: libro inviato al recensore dall’Editore. Ringraziamo Mario Vanni dell’Ufficio stampa “Baldini&Castoldi”.

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:: Paper Girls vol. 1, di Brain K. Vaughan e Cliff Chiang (Bao Publishing, 2016) a cura di Elena Romanello

14 giugno 2017
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La Bao Publishing sta pubblicando Paper girls, graphic novel creata a quattro mani da Brian K. Vaughan e Cliff Chiang, opera interessante sotto vari punti di vista e ottimo esempio di fumetto indipendente a stelle e strisce.
Negli anni Ottanta Erin, Mac, Tiffany e KJ, un gruppo di amiche adolescenti, guadagnano qualche spicciolo consegnando giornali nelle prime ore del mattino nel loro quartiere: un giorno si trovano catapultate dal 1988 al 2016, perdendo di vista KJ, in un mondo dove ci sono alieni e presenze strane, e devono trovare un qualcosa chiamato la Quarta Piegatura, per poter forse riuscire a tornare a casa nel loro tempo, sperando di trovarlo ancora.
I viaggi nel tempo sono una presenza ricorrente nell’immaginario fantastico, da Wells al serial di Doctor Who: qui sono un’occasione per ricordare cosa si è e cosa si può diventare, al di là dell’espediente del fumetto, perché si cambia e non sempre ci si riconosce in quello che si era e in quello che si può diventare.
Paper girls è pieno di citazioni dell’immaginario fantastico degli anni Ottanta ed ha anticipato in un certo senso il serial cult della scorsa estate, Stranger things, viaggio in quel decennio in cui i nerd, allora non ancora visti come di tendenza, sognarono su storie inimitabili come I Goonies, ET e Stand by me.
Il fumetto è anche una storia di amicizia e di crescita, di rinuncia e di cambiamento, raccontata con la metafora del fantastico, tra un passato a cui si appartiene e un futuro che non è come non lo si aspetta, ma nessun futuro è mai così.
La cosa però più innovativa di Paper girls è la scelta di mettere al centro dell’azione un gruppo di protagoniste, non delle supereroine ma delle adolescenti alle presi con un’avventura più grande di loro, con un confronto con un mondo deformato, come è il crescere. Del resto, le ragazze sono sempre più centrali nel mondo del fumetto, come autrici e come protagoniste, sempre meno legate agli stereotipi e sempre più al centro dell’azione. E le quattro Paper girls sono un ottimo esempio di questo girls’ power che finalmente ha sdoganato il mondo delle nuvole parlanti anche per l’altra metà del cielo.
Da segnalare anche il disegno, ottimo per ricostruire dei sommessi anni Ottanta e un domani psichedelico e molto simile a come era la fantascienza in quel decennio. Tutto questo aspettando con ansia il prossimo capitolo della saga.

Brian K. Vaughan è uno scrittore americano di fumetti e serie televisive. Nonostante abbia iniziato a scrivere per personaggi DC Comics e Marvel come X-Men e Batman, è famoso soprattutto per le sue opere originali, tra cui vanno ricordate Y: L’ultimo uomo, Ex Machina, Runaways e L’orgoglio di Baghdad, per le quali ha vinto quattro premi Eisner. Per la televisione, ha fatto parte del team creativo della serie Lost, per la quale è stato nominato per il premio Writers Guild of America per migliore serie drammatica. Saga, insieme alla co-creatrice Fiona Staples, è il suo primo lavoro creator-owned.

Cliff Chiang, dopo la laurea ad Harvard in Letteratura inglese e Arti visuali, inizia l’attività di illustratore e fumettista grazie alla collaborazione con Disney Adventures magazine, DC Comics (Wonderwoman, Batman) e Marvel (Avengers, Ant-man, Ms. Marvel). I suoi lavori più noti sono Human Target, Architecture & Morality, Green Arrow/ Black Canary, tutti usciti per la DC Comics. Per BAO Publishing ha realizzato Cliff, il logo della Casa editrice. Sempre per la stessa Casa editrice, nel 2011 disegna Greendale, la trasposizione dell’omonimo album di Neil Young, e nel 2016, in coppia con Brian K. Vaughan, Paper Girls, serie candidata agli Eisner Awards come “Best new series”.

Source: omaggio dell’editore al recensore, si ringrazia l’Ufficio stampa.

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:: Come trovate i libri che leggete?

13 giugno 2017

Oggi apro un sondaggio i cui risultati sicuramente sono relativi, ma indicativi. Non farò distinzione tra acqusiti, prestiti, o regali. Insomma sarà un sondaggio a ampio raggio. Per giunta anonimo, per cui potete essere sinceri. Sono permesse risposte multilple. Dunque al voto!

:: La lingua geniale – 9 ragioni per amare il greco, di Andrea Marcolongo, (Laterza, 2017) a cura di Greta Cherubini

13 giugno 2017
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È da settimane in vetta alle classifiche, ha venduto migliaia di copie e si prepara a sbarcare all’estero. “La lingua geniale” di Andrea Marcolongo riapre di colpo il decennale dibattito sull’utilità degli studi classici (e sull’attualità delle lingue “morte”) indicando almeno 9 fondamentali ragioni per amare il greco. Ma ce ne sono molte, molte di più. Ecco le mie preferite:

  • oida, “so” (mi perdonino i puristi per la volgare traslitterazione del greco): che non è proprio “so”, da “sapere”, ma “ho visto, quindi so”, perfetto di “orao” che appunto significa “vedere”. Ripeto, “ho visto, quindi so”. Vale a dire: dopo aver avuto diretta conoscenza/esperienza della cosa (valore aspettuale perfetto, l’azione è compiuta nel passato ma ne restano le conseguenze nel presente) posso dire di sapere. Non perché ho letto un post su Facebook, ma perché ho “guardato attentamente”. Capite?

  • tàlatta, póntos, pèlagos: “il mare”. Ma solo il primo è proprio “mare”: “póntos” è “il passaggio”, “il sentiero”, verso un altrove, che sta al di là di questa immensa distesa azzurra e che per ora possiamo solo immaginare, mentre pèlagos è proprio questa “immensa distesa azzurra”, una specie di pianura blu galleggiante. “Dire cose complesse con parole semplici, vere, oneste: ecco la potenza del greco antico”, scrive Andrea Marcolongo. In un’epoca in cui le parole scompaiono, sacrificate dalla fretta dei rapidi messaggi scambiati su whatsapp, quale lingua riuscirebbe ad esprimere in maniera tanto sintetica questa infinita varietà di significati?

  • poiesis, “poesia”: sublime arte del dire in versi. Dal verbo “poieo”, “fare”. Fare materialmente, e quindi “costruire”, “fabbricare”. Il greco utilizzava lo stesso verbo per indicare tanto il lavoro del falegname quanto quello del poeta. Semplicemente, fare poesia era un lavoro come un altro, artigianato, diremmo oggi. Geniale, no?

La lingua geniale” si rivolge fondamentalmente a due categorie di lettori: quelli che hanno fatto il classico e quelli che non l’hanno fatto. I primi torneranno nostalgicamente (e masochisticamente) agli interminabili pomeriggi di studio trascorsi a scandire macchinalmente centinaia e centinaia di declinazioni e coniugazioni, fino allo stremo psicofisico, nonché al senso di smarrimento/terrore provato innumerevoli volte davanti alle temutissime e indecifrabili versioni; tappe fondamentali della carriera scolastica di un qualunque classicista che si rispetti, e insieme riti di iniziazione alla conoscenza di una cultura ricchissima e profonda, che dopo, quando ormai si è consegnata la versione di maturità e si è deposto il Rocci, si ricorderà sempre con un po’ di orgoglio. I secondi semplicemente rimpiangeranno di non aver fatto il classico. Perché, come diceva Marguerite Yourcenar, “quasi tutto quel che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco”. E perché, come spiega in maniera leggera ed ironica Andrea Marcolongo, sotto le sottigliezze grammaticali degli specchietti da imparare a memoria si nasconde un modo di pensare, un concetto del mondo e della vita affascinante e sublime.
Semplicemente, geniale.

Andrea Marcolongo, grecista, si è laureata all’Università degli Studi di Milano. Nella sua vita ha molto viaggiato e ha vissuto in dieci città diverse, tra cui Parigi, Dakar, Sarajevo e ora Livorno. Dopo essersi specializzata in storytelling, ha lavorato come consulente di comunicazione per politici e aziende. Capire il greco, però, è sempre stata la sua questione irrisolta e a questa ha dedicato buona parte delle sue notti insonni.

Source: acquisto personale, Laterza, 2016.

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:: Una ragazza bugiarda, di Ali Land (Newton Compton, 2017) a cura di Federica Belleri

12 giugno 2017
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Londra. Milly è una ragazza sola, disperata, disturbata da un’infanzia orribile. Perché le cose che ha visto fare a sua madre sono orribili. Le cose che sua madre ha fatto a lei, sono indicibili. Ora Milly è stata affidata a una famiglia che le permetta di avere una parvenza di normalità. Dovrà testimoniare al processo contro sua madre, è stata lei ad accusare la donna che l’ha messa al mondo e che ama più della sua stessa vita, nonostante tutto. A soli quindici anni Milly tenta l’integrazione in una nuova realtà, ma non è facile; il suo disagio emotivo emerge, e troppo spesso si sente isolata e additata come “quella strana”.
Ha paura Milly, la notte è perseguitata da incubi e ha episodi di autolesionismo. Di giorno sente la voce di sua madre, come in un’ossessione. Pressione psicologica, stress post traumatico o distorsione della realtà?
Un mix letale di emozioni negative la gettano nello sconforto e nell’insicurezza. Il senso di colpa le si appiccica addosso come una seconda pelle. La paura che gli altri scoprano la sua vera storia, la tormenta. Ha il terrore di essere giudicata, mentre vorrebbe solo poter sollevare i piedi, abbracciarsi le ginocchia e lasciar fuggire i mostri nascosti sotto al suo letto …
Chi è davvero Milly? Cosa porta con sé? Cos’ è successo a casa sua?
Accusare la propria madre ha un certo peso. Vedersi puntare il dito contro, fa male.
Una ragazza bugiarda, un thriller che gioca sulla mancata fiducia, sulla carenza d’affetto, sulla condivisione di gesti terribili. È una storia di possesso, di desiderio di appartenenza, di manipolazione. Milly non chiede di essere riabilitata, ma di essere accettata, nel male che la contraddistingue.
Ottima la trama, traduzione precisa e affidabile. Ho apprezzato la narrazione della protagonista, Milly, fatta in prima persona. Ho trovato coinvolgenti ritmo e cadenza dei periodi, brevi e incisivi.
Consigliato. Buona lettura.

Ali Land, dopo la laurea in Psicologia, ha trascorso dieci anni lavorando negli ospedali e nelle scuole di Regno Unito e Australia. Adesso è una scrittrice a tempo pieno e vive nel nord di Londra. Una ragazza bugiarda è in corso di traduzione in venti Paesi.

Source: omaggio della casa editrice.

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:: Mostri mitologici, Sergio Fontana, (Scienze e lettere 2017) a cura di Viviana Filippini

12 giugno 2017
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“Mostri mitologici” di Sergio Fontana edito da Scienze e lettere è il quarto volume della collana Monstra dedicata alla riscoperta dei miti dell’antichità. A differenza dei volumi precedenti qui i protagonisti sono nove mostri che raccontano se stessi a noi lettori. I libro è per un pubblico composto da bambini, ma anche gli adulti possono riscoprire alcune delle creature della mitologia antica leggendolo da soli o, meglio ancora, in compagnia. Acheloo, Aracne, Centauro, Chirone, Cerbero, Ecate, Medusa, Minotauro, Scilla e Tifone sono i protagonisti di questa raccolta, i quali si mettono in primo piano come narratori della loro origine. Leggendo le avventure di questi personaggi, il lettore scopre come Acheloo perse uno dei suoi corni, come Medusa si ritrovò le serpi al posto dei capelli e il perché e da chi Minotauro venne rinchiuso nel labirinto di cunicoli dove rimase per il resto della sua vita. Tanti brevi testimonianze che permettono ai protagonisti non solo di raccontare di se stessi, ma di parlare anche dei luoghi dai quali provengono. In questo modo il lettore non solo avrà la possibilità di conoscere le vicende e i miti delle vite delle nove creature mitologiche, ma avrà lo strumento letterario visivo per collocarli in un luogo preciso. A rendere effettiva questa opzione ci pensano le belle illustrazioni presenti nel libro realizzate da Lucia Conversi, nelle quali immagini fotografiche e disegnate si mescolano alla perfezione donando al lettore la perfetta ricostruzione scenica degli ambienti di sviluppo delle avventurose esistenze dei mostri mitologici. “Mostri mitologici” è nato in parallelo all’applicazione “Mostri Mitologici – Mythological Monsters”, prodotta da Sema s.n.c., disponibile per tablet e telefoni cellulari sui principali store digitali, in lingua italiana e inglese. Il libro e la app vanno quindi di pari passo, nel senso che nel volume edito da Scienze e Lettere ci sono la carta, i colori, il piacere di sfogliare le pagine, mentre nell’app c’è l’aggiunta di voci, musiche, animazioni e giochi. Tradizione e innovazione che riescono a conquistare il lettore di ogni età.

Sergio Fontana, Archeologo di formazione, ha pubblicato numerosi studi scientifici sulla ceramica di età romana e sulle antichità dell’Africa del Nord. Ha sviluppato con la società Sema le App “Colonna Traiana” (Mondadori Electa 2013) e “Imperial Fora” (Sema2015). Ha pubblicato l’e-book “Colonna Traiana”(Mondadori Electa 2013). È autore del concept, ha svolto la ricerca iconografica e ha scritto i testi dell’App Mostri Mitologicioltre a curarne la produzione.

Lucia Conversi, pittrice e illustratrice, ha partecipato alla realizzazione di numerosi prodotti cartacei e multimediali. Tra gli altri, i classici illustrati in lingua inglese con l’editore Liberty e le pluripremiate app Pinocchio (2011) e Ulisse (2012) con Elastico. Vive e lavora sulle colline di Parma, dividendo il suo tempo fra tele, tavoletta grafica ed esclusive bambole di pezza per la sua bambina. Ha realizzato le illustrazioni dell’App Mostri Mitologici con Sema (2016).

Source: Inviato dall’editore, grazie a Costanza Ciminelli dell’ ufficio stampa.

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:: Letture estive, per andare sul sicuro

12 giugno 2017

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Si sa in spiaggia ci si annoia, (forse un po’ meno in montagna) ma un libro a portata di mano è sempre quello che ci vuole. I libri di cui parlerò in questo post sono scelte sicure (parziali certo) ma sulle quali come si suol dire metterei la mano sul fuoco. Se amate il noir, il poliziesco, il thriller, questi dovrebbero fare per voi. Inizio con Jakob Arjouni, autore che se non conoscete dovete assolutamente segnare nella vostra agendina, padre del filone europeo dell’etno-thriller. Alcuni titoli: Fratello Kemal, Carta straccia, Eddy il santo, Happy birthday, turco!, ma ce ne sono altri, cercateli! (Tutti editi da Marcos Y Marcos). Andando verso i climi nordici segnatevi Matti Rönkä autore di Fratello buono fratello cattivo, e L’ uomo con la faccia da assassino. Anders Bodelsen, autore di Pensa un numero, e La borsa e la vita. E l’immancabile Gunnar Staalesen, qualisiasi suo libro su cui riuscite a mettere le mani va bene. Tutti e tre questi ultimi autori sono editi da Iperborea. Questo è un titolo del noir nipponico che non dovrebbe sfuggirvi, Tokyo noir. Chi semina odio raccoglie vendettaKenzo Kitakata, non so bene come si faccia a reperirlo, ma credo ce ne siano copie su ebay. Ha scritto anche altro, ma temo non tradotto da noi. Se non l’avete letto poi c’è da recuperare questo Io, Anna di Elsa Lewin. Se amate i thriller ambientalistici dove si ride al curaro, fa poi per voi Carl Hiaasen, con Una donna di troppo, ma ce ne sono altri, alcuni temo solo in inglese. Il burattino di Jim Nisbet non è male, come è assolutamente da riscoprire L’abisso della solitudine di Boston Teran. Poi ci sono i classici Lee Child, Michael Connelly, James Lee Burke e Qiu Xiaolong, autore della serie dell’ispettore Chen Cao, tutti e quattro autori con cui andate sul sicuro. Buona estate!

:: Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2017, a cura di Francesco Anghelone e Andrea Ungari (Bordeaux, 2017)

10 giugno 2017
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Chi segue il blog si ricorderà di certo che parlammo l’anno scorso dell’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2016 (riporto qui il link all’ articolo). E’ uscita l’edizione 2017, sempre a cura di Francesco Anghelone e Andrea Ungari, e la collaborazione di Marco di Liddo, Stefania Azzolina, Lorenzo Marinone, Francesco Tosato, e Francesca Manenti. Anche lo schema è lo stesso: alcuni brevi saggi introduttivi di approfondimento, (quest’anno sulle dinamiche politiche europee nel Mediterraneo, e la radicalizzazione jihadista in Italia e in Europa), e 11 schede paese, divise tra un profilo storico e l’oggi. Per ogni paese è anche presente una scheda riassuntiva con dati generali, geo-demografici, economici e socio-politici (da segnalare anche la nota metodologica, tutte le statistiche sono ricavate dal CIA World Factbook 2016, aggiornate a novembre 2016).
A cinque anni dalle cosiddette Primavere arabe, l’area del Mediterraneo stenta ancora a raggiungere una sorta di stabilità, come sottolinea Andrea Margelletti nell‘ introduzione, e se vogliamo la parola “stabilità” è la chiave di lettura dell’ intero testo. Cosa intendiamo per stabilità, che misure sono idonee a raggiungerla, quali sono i principali ostacoli, le maggiori criticità.

L’ Occidente ha le sue colpe chiarissime, ma anche i paesi arabi hanno dato un contributo essenziale alla devastazione politica, economica, sociale alla quella assistiamo in questi anni, e con l’arrivo del nuovo terrorismo del Isis, di milioni di profughi e rifugiati sparsi per il medio Oriente e pronti a partire a qualsiasi costo verso quella che sta sempre più diventando “la Fortezza Europa”, e l’infinita guerra siriana al cui interno si intrecciano numerose proxy war ormai senza più controllo.

Come l’anno scorso nessuna ricetta magica, ma una lucida analisi delle problematiche, oltre a una focalizziamone certa sul Mediterraneo come cardine e punto cruciale di tutto il nuovo o vecchio che sia Ordine Mondiale. Ignorare cosa stia succedendo sulle sponde di questo mare, è senz’altro un errore cruciale sia che lo commetta l’America di Trump, che l’Europa ancora troppo divisa tra interessi nazionali, e incapacità organizzative. Le direttive sono chiare: servono politiche comuni, congiunte e condivise. Sia per combattere il terrorismo, che per gestire l’emergenza profughi, come per tutto il resto, come senza mezzi termini afferma Stefano Polli nella postfazione, non capirlo, non capirne l’urgenza più che miopia, non può che essere volontario dolo (quest’ ultima comq è una mia osservazione). Staremo a vedere comunque nei prossimi mesi, come si evolveranno le dinamiche, che tipo di approccio si sceglierà di avere, se la Cina continuerà solo a far man bassa di tutto quello che riesce ad ottenere o deciderà anche per un intervento militare (alcune operazioni congiunte con la Russia sono state fatte nel Mediterraneo da navi cinesi). Quali saranno le alleanze, come evolveranno le situazioni interne socio-politiche dei paesi più fragili e instabili.

Francesco Anghelone Coordinatore scientifico dell’Area di ricerca storico-politica dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, è dottore di ricerca in Storia d’Europa presso la “Sapienza” di Roma e collabora con «Aspenia online». È autore di numerose pubblicazioni su Grecia, Turchia, Cipro e l’intero Mediterraneo sud-orientale.

Andrea Ungari Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università Guglielmo Marconi e docente di Teoria e Storia dei Partiti e dei Movimenti politici presso l’Università Luiss-Guido Carli. I suoi studi si sono concentrati sulla storia politica dell’Italia liberale e di quella repubblicana e sulla storia militare, con una particolare attenzione al ruolo dell’Esercito e dell’Aeronautica nella Prima guerra mondiale. Recentemente, ha collaborato con lo Stato Maggiore dell’Esercito all’elaborazione del volume Prospecta, sulle linee evolutive dell’Esercito italiano.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’ Ufficio Stampa Bordeaux.

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:: La trilogia di Maria Antonietta, Juliet Grey (Newton Compton, 2017) a cura di Elena Romanello

9 giugno 2017
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La Newton Compton ripropone in unico volume la trilogia su Maria Antonietta di Juliet Grey, tre romanzi in cui l’autrice dà voce all’ultima regina di Francia sotto forma di diario inventato, per raccontare una vita che comincia letteralmente come una fiaba e finisce in tragedia, raccontando quasi quarant’anni di Storia europea negli ultimi decenni del Settecento.
Non è la prima volta che si racconta sotto forma di romanzo la vita di una persona realmente esistita, per quello che riguarda Maria Antonietta c’è da segnalare il discreto The Queen’s confession di Victoria Holt negli anni Settanta e il mediocre Il diario segreto di Maria Antonietta di Carolly Erickson, che stravolge fatti reali facendo della vicenda della regina una sorta di romanzaccio rosa della peggiore specie.
Juliet Grey costruisce un diario segreto, ma tra le sue pagine tutto è documentato, dai fatti della Storia importante ai fatti minuti relativi alle abitudini di vita e alle faccende private della regina, della sua famiglia e dei suoi amici, e il risultato è un romanzo storico mai banale che piace ai cultori del genere ma anche agli amanti di saggistica divulgativa, senza sbavature ma senza rinunciare all’essere appassionante.
Tre libri che restituiscono la vita prima di una bambina viziata, poi di un’adolescente inquieta e sognatrice, della più giovane regina di Francia, icona di stile e affamata di piaceri, pronta a diventare una grande figura di fronte al dramma della Rivoluzione francese: un ottimo modo di ripassare la Storia, in uno dei suoi momenti più cruciali degli ultimi secoli, da cui è nata la modernità, che caso strano ha fatto delle principesse del passato e del presente icone su cui sognare e da approfondire.
Maria Antonietta è una di queste, ma a differenza della principessa Sissi, presentata dal cinema e da una certa tradizione romanzesca senza i suoi aspetti più tragici e scomodi, come le sue nevrosi e la sua fine dramattica, per l’ultima regina di Francia non si è mai dimenticato il suo inizio come principessa delle favole finita poi tragicamente.
La figura di Maria Antonietta ridiventa periodicamente di moda, a partire dalla biografia che la rivalutò negli anni Trenta, scritta da Stephen Zweig e recentemente pubblicata da Castelvecchi, per arrivare al suo successo come icona pop grazie al manga e anime di culto Lady Oscar, che ha avvicinato alla sua storia più di una generazione oltre che un Paese lontano come il Giappone che continua a dedicarle mostre e fumetti, fino al curioso film di Sofia Coppola che ha mescolato rigore storico a intrattenimento.
I romanzi di Juliet Grey piaceranno a chi ama il personaggio e il periodo storico, ma sono interessanti per chiunque cerchi un’alternativa a thriller, fantastico e soprattutto ai romanzetti rosa.

Juliet Grey ha condotto numerose ricerche sulle famiglie reali europee ed è particolarmente affezionata alla figura di Maria Antonietta. Ha studiato come attrice. Il diario proibito di Maria Antonietta e Il diario perduto di Maria Antonietta compongono, insieme a Le confessioni segrete di Maria Antonietta, l’avvincente trilogia dedicata alla vita della regina di Francia.

Source: acquisto dell’articolista.

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:: Are book reviewers really important in the book publishing world?

9 giugno 2017

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Rimbalzo questa domanda di cui si è discusso in un gruppo per sapere la vostra opinione, di voi lettori di questo blog. Insomma che percezione avete dei recensori, delle recensioni, che funzione pensate abbiano nel mondo editoriale, nella diffusione dei libri, nella crescita (perdonatemi il parolone) dei lettori? Sono giustamente valorizzati? Meriterebbero un status professionale (per lo meno quelli che hanno i requisiti)? Si discuteva ieri che molti recensori in America o Nord Europa, ricevono una retribuzione anche per legge. Avete percezione che ci sia serietà in giro? Come scegliete i recensori di riferimento? Pereferite le recensioni dei blogger classici o dei recensori Amazon? Insomma mi piacerebbe iniziare un serio dibattito, siete tutti invitati a esporre il vostro pensiero nei commenti a questo post.