Posts Tagged ‘liberi junior’

:: Liberi junior – SuperSorda!, Cece Bell (Piemme junior/Il battello a vapore, I vortici, 2017) a cura di Maria Anna Cingolo

16 maggio 2017
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SuperSorda! è uno dei titoli di esordio della nuova collana del Battello a vapore, I Vortici, dedicata ai ragazzi a partire dai dodici anni. Questo graphic novel, il primo della casa editrice, racconta l’infanzia dell’autrice ed illustratrice Cece Bell, tra elementi puramente autobiografici e alcuni di fiction. Cece è una coniglietta come le altre, è molto carina, ha una bella famiglia e una vita ordinaria, questo finché a quattro anni la meningite non le procura una sordità di un livello tra il grave e il profondo. La sua vita, naturalmente, cambia. La piccola Cece è costretta a portare un apparecchio fonico, una scatoletta ingombrante a cui si legano degli auricolari e senza la quale Cece non distingue le parole. La sordità della protagonista è resa visivamente attraverso i baloon, il cui contenuto è vuoto quando Cece non sente nulla, è sbiadito quando sente molto poco e molto spesso è costituito da parole prive di senso, come il suono che, distorto, arriva alle orecchie lunghe di Cece. 3Queste strategie rappresentative aiutano molto il lettore ad immedesimarsi nella difficoltà vissuta dalla piccola coniglietta e negli sforzi che deve compiere per comunicare. Cece deve osservare sempre il labiale degli altri, frequentare controvoglia lezioni di lingua dei segni, sopportare amiche che le parlano urlando e a rallentatore o fare finta di ridere per quello che dicono alla radio; la coniglietta cerca di nascondere la sua sordità e vuole essere come una qualsiasi delle sue compagne di giochi. Di fronte alle avversità, Cece si immagina in veste di supereroina, SuperSorda che con strabilianti poteri e con il suo apparecchio fonico riesce a risolvere ogni situazione: i litigi con le amichette, la goffaggine di fronte alla prima cotta, le ingiustizie e le lezioni di educazione fisica. Piano piano Cece inizierà a percepirsi come SuperSorda anche nella realtà e non solo nell’immaginazione, scoprendo la differenza che c’è tra sentire bene e sentirsi bene.

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L’autrice da piccola

La piccola coniglietta di SuperSorda! spiega ai ragazzi di oggi, vittime di una società che li intrappola nell’omologazione più ferrea, l’importanza della diversità e dell’inclusione. Come Cece, infatti, tutti siamo diversi ed è questo il nostro superpotere; il compito che ciascuno di noi ha è quello di utilizzarlo a fin di bene, proprio come farebbero gli eroi dei fumetti, impegnandoci affinché le differenze che ci contraddistinguono non siano più percepite come carenze e difetti, ma come quella ricchezza aggiunta che ci rende unici al mondo.
Traduzione di Elena Orlandi

Cece Bell è autrice e illustratrice di libri per ragazzi e con Supersorda! ha vinto numerosi premi come il Newbery Honor 2015 e Eisner Award 2015.

Source: libro inviato al recensore dalla casa editrice. Ringraziamo Federica del web marketing Piemme Junior.

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:: Liberi junior – Le Olimpiadi del coraggio, Paola Capriolo, (Einaudi ragazzi, 2017), a cura di Viviana Filippini

2 maggio 2017
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Le Olimpiadi di Città del Messico nel giorno del 16 ottobre 1968 sono passate alla storia per uno scatto fotografico diventato indimenticabile. Quell’evento fu così importante che Paola Capriolo ne ha fatto un libro per ragazzi intitolato Le Olimpiadi del coraggio, edito da Einaudi Ragazzi. Molti di noi avranno visto almeno una volta nella vita quella fotografia. Nell’immagine si vedono sul podio della vittoria dei duecento metri piani due uomini dalla pelle scura con il capo chino mentre stanno sollevando un pugno coperto da un guanto nero. Con loro un terzo atleta, dalla pelle chiara e i capelli biondi. Lui non alzava nessuno pugno, ma dal secondo gradino del podio guardava dritto davanti a sé. Paola Capriolo porta il piccolo lettore alla scoperta della vita dei tre sportivi diventati protagonisti assoluti di quelle olimpiadi. I due afroamericani (John Carlos e Tommie Smith) fecero quale gesto come forma di protesta per le discriminazioni che le persone come loro, avendo una pelle diversa da quella bianca, erano vittime di repentini atti di discriminazione. Quei pugni chiusi, rivestiti da un guanto nero e la scelta volontaria di salire scalzi sul podio rappresentarono, nell’ottobre del 1968, la volontà di smuovere e sensibilizzare gli animi delle persone al problema del razzismo. Il terzo atleta, l’australiano Peter Norman, non abbandonò i due compagni d’avventura, anzi il suo salire sul podio fu, in un certo senso, una condivisione del gesto messo in atto dai due velocisti americani. Le Olimpiadi del coraggio raccontano sì quel 16 ottobre ma, allo stesso tempo, si addentrano nelle vite dei tre uomini coraggiosi che dopo l’evento sportivo non ebbero vita facile. Per Carlos, Smith e Norman non fu facile continuare a fare sport a livello agonistico, così come non fu facile trovare un lavoro e sostenere le proprie famiglie le quali, purtroppo, si frantumarono per sempre. Tanti dolori e ostacoli, compresi infortuni che limitarono la pratica dello sport, che non riuscirono a fermare i protagonisti di questa storia, perché il trio di amici, anche se lontani tra loro, fece una corsa, non sportiva, ma di impegno civile per portare avanti la loro battaglia per aiutare chi, a causa del colore della pelle o perché ritenuto “diverso”, veniva discriminato. Carlos, Smith e Norman furono tre grandi eroi in lotta per il rispetto condiviso, anche se spesso si scontrarono con ostilità spesso più grandi di loro. Solo negli anni 2000 iniziò, grazie ad un progetto realizzato da alcuni studenti americani, un vero e proprio processo di rivalutazione del loro agire e quel gesto sul podio di Città del Messico, tanto incompreso nel 1968 e anche per molti anni di seguito, oggi è stato riconosciuto come segno importante di una battaglia per i diritti degli uomini. Le Olimpiadi del coraggio di Paola Capriolo è una storia vera nella quale l’amicizia, l’uguaglianza, la speranza del cambiamento e l’accettazione del prossimo diverso da sé, sono i valori fondamentali da condividere per coltivare il bene e il rispetto  dell’umanità. Età di lettura: da 10 anni.

Paola Capriolo è nata a Milano nel 1962. Il suo amore per la scrittura e per le storie spazia dai classici della letteratura tedesca, che traduce con maestria, ai miti della tradizione europea, che reinventa con sensibilità tutta moderna, fino alle fiabe, che racconta con grazia. Le sue opere sono tradotte in Europa, in Giappone e negli Stati Uniti. Tra i suoi libri: La grande Eulalia (Feltrinelli, 1988), Il doppio regno (Bompiani, 1991), La spettatrice (Bompiani, 1995), Una di loro (Bompiani, 2001), Qualcosa nella notte (Mondadori, 2003) e Una luce nerissima (Mondadori, 2005). A lei sono dedicati vari saggi e monografie. Nel 2012 è uscito per Bompiani, Caino.
Da anni si dedica con passione alla narrativa per ragazzi, affrontando per i giovani lettori i temi più scottanti dell’attualità e della storia recente. Con le Edizioni EL ha pubblicato tra gli altri No (2010), Io come te (2011), L’ordine delle cose (2013) e Partigiano Rita (2016).

Source: inviato dall’editore al recensore. Grazie ad Anna De Giovanni.

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:: Piccola Orsa, Jo Weaver, (Orecchio Acerbo, 2016), a cura di Viviana Filippini

27 marzo 2017
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Piccola Orsa, tutta morbida e pelosa è la protagonista del libro Piccola Orsa di Joe Weaver, edito da Orecchio Acerbo. L’orsacchiotta non è sola, ma in compagnia di grande Orsa che vigila e protegge la piccoletta. Le due sono mamma e figlia e compiranno un viaggio attraverso le stagioni della natura. Dalla nascente primavera dove la vita si rigenera, alla calda estate nella quale è divertente cercare sfiziose bacche di cui cibarsi, fino all’autunno annunciato dalla partenza degli uccelli migratori per terre calde e lontane. Da ultimo arriva l’inverno con il suo gelido freddo e quelle tempeste improvvise che metteranno a dura prova la coppia protagonista. Mamma Orsa infatti metterà in campo tutta la sua esperienza e il suo fiuto per ritrovare la via verso la protettiva e calda tana. Il libro della Weaver, adatto per i bambini dai 4 anni in su, è una vero e proprio viaggio di formazione che ha per protagonista la piccola Orsa. Durante le camminate nei boschi e nella foresta, il piccolo mammifero, grazie all’aiuto della madre, non solo consocerà le stagioni, ma capirà quanto la vita sia fatta di momenti in cui si alternano gioie e dolori. Tutte prove che l’esistenza pone a chi vive e che servono a formare il carattere. L’autrice mette in campo in questo libro dei protagonisti animali, e non esseri umani, come a voler dimostrare che le situazioni dell’esistenza sono comuni e simili. Piccola Orsa e mamma Orsa, sono figlia e madre che accompagnano il lettore nelle pagine di Piccola Orsa e sono legate da un universale legame affettivo ed emotivo che le sostiene nell’avventuroso cammino della vita. Traduzione Carla Ghisalberti.

Jo Weaver si è diplomata in Children’s Book Illustration alla Cambridge School of Art, Oggi vive a Nord di Londra con con tredici pesci, alcune coccinelle e un compagno. Nel 2014 è stata finalista del prestigioso The AOI Illustration New Talent Awards, Piccola Orsa è il primo libro che ha scritto e illustrato.

Source: acquisto del recensore.

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:: Liberi junior – Chiedimi cosa mi piace, Beranard Waber, (Terre di mezzo, 2016) a cura di Viviana Filippini

6 marzo 2017
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Chiedimi cosa mia piace è il nuovo libro per bambini scritto da Bernard Waber, illustrato da Suzy Lee. La storia è semplice, quotidiana, ma è la dimostrazione come nelle piccole cose di ogni giorno sia possibile scoprire la felicità del vivere. In questo libro una bambina e il suo papà camminano a piedi nel bosco e nel mondo dove vivono, immersi in una bella e colorata giornata d’autunno. La camminata sembra una porzione di un dì qualunque ma, in realtà, essa si trasformerà in un’avventura meravigliosa. La piccola protagonista, in un tenero dialogo con il padre fatto di domande e risposte, gli racconta cosa gli piace e cosa gli piacerebbe tanto conoscere, vedere e scoprire, evidenziando una curiosità profonda. Per la bambina ci sono le anatre, i cani, i gatti, le farfalle, le lucciole e per lei non sono semplici animali o insetti, ma creature magnifiche alla quali donare simpatici nomignoli. In realtà la piccoletta ama anche i fiori, gli alberi, le conchiglie e le colorate foglie rosse gialle dell’autunno avvolgente come un abbraccio, che fa da sfondo alla sua passeggiata in compagnia del babbo. La storia narrata da Waber è resa ancora più coinvolgente dalle immagini di Suzy Lee, già autrice del libro L’onda. Con pochi tratti, decisi e dolci, uniti a colori calorosi, la disegnatrice riesce a trasmettere al lettore l’amore, la meraviglia, lo stupore della piccola protagonista per ogni singola cosa che la circonda. Chiedimi cosa mi piace di Bernard Waber è una storia che evidenzia quanto sia importante stupirsi delle piccole cose che ogni giorno la vita riserva come mangiare un gelato, giocare con la sabbia, guardare il volo di una lucciola o correre felici tra gli alberi. Gesti quotidiani vero, ma se tutti noi riuscissimo a vedere il mondo con gli occhi puri e stupiti come quelli della protagonista riusciremmo, come accade al papà della bambina, a ritrovare in noi la capacità di gioire delle piccole cose che la vita ci dona. Dai 4 anni in su.

Bernard Waber è stato un prolifico autore e illustratore americano di libri per bambini, con oltre 30 titoli pubblicati e quasi due milioni di copie vendute.

Suzy Lee è nata e vive a Seul, in Corea del Sud. Tra i numerosi albi pubblicati in tutto il mondo, anche la famosa Trilogia del limite (edita in Italia da Corraini).

Source: acquisto del recensore.

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:: Liberi junior – L’uomo montagna, Séverine Gauthier, Amélie Fléchais, (Tunué, collana tipitondi, 2017), a cura di Maria Anna Cingolo

17 febbraio 2017
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Dal 9 Febbraio la Tunuè condivide con il suo pubblico un piccolo tesoro intitolato L’Uomo Montagna.
Nelle pagine iniziali di questo volume il primo sguardo che incrocerete sarà quello, dolcissimo, di un nonno. Dopo tanti viaggi insieme a suo nipote, il vecchio è pronto a compierne un ultimo, ma questa volta deve portarlo a termine da solo. Il bambino non vuole rassegnarsi all’idea di non poter più camminare con lui, ma il nonno è troppo stanco e le montagne che gli sono cresciute sulla schiena sono infinitamente pesanti: nessuno può spostarle, tranne il vento che “vive sulla montagna più alta di tutte”. È così che inizia per il bambino un viaggio di formazione, pericoloso e difficile ma alla fine del quale il piccolo si ritroverà cambiato, perché tutti i viaggi lasciano un segno in chi li compie, soprattutto quelli realizzati per amore di qualcuno.
1In tanti credono che scrivere libri per bambini sia facile. Nella loro mente sono sufficienti solo un’ideuzza, due o tre personaggi, quel poco di azione che basta, et voilà, la storia è fatta! Ovviamente, senza scordarsi delle immagini perché nei libri per bambini, non scherziamo, non possono mancare. La verità, però, è un’altra: scrivere per i più piccoli è un’impresa straordinariamente complessa e non tutti ne sono capaci. Séverine Gauthier, autrice di questo libro, sa farlo. In cinquantasei pagine riesce a parlare direttamente al cuore di chi legge e affronta nel modo più semplice del mondo questioni che neanche il più maturo degli adulti sa gestire serenamente, in primis la morte. In che modo ciascuno di noi si misura con la morte? Come la giustifichiamo a noi stessi? Come la spiegheremmo ad un bambino? Gauthier racconta ai più piccoli cosa voglia dire separarsi per sempre da una persona cara e il risultato è delicato come una carezza, rassicurante come un bacio sulla fronte. Chi ci lascia continua a vivere dentro di noi, costituisce le nostre radici e l’essenza di quello che siamo. Questa eredità di cui siamo custodi viventi e la sua importanza non rappresentano l’unico messaggio di questo volume. Infatti, Gauthiér racconta la necessità di saper chiedere aiuto e di avere l’umiltà di accettarlo quando ci viene offerto, perché più importante della meta del nostro viaggio è la possibilità di condividerlo con gli altri. Non serve a niente dimostrare di sapere fare tutto da soli se significa chiudersi in sé stessi e rinunciare a conoscere l’altro. L’Uomo Montagna insegna ai bambini che la diversità è preziosa e che ciascuno può mettere a disposizione di chi incontra il proprio talento e le proprie radici divenendo così strumento di aiuto e di conforto nelle difficoltà della vita, garantendo “sogni di cotone, di nuvole e di vento caldo”. In verità, accoglienza e solidarietà nascono spontaneamente nei più piccoli e sono gli adulti che purtroppo faticano a metterle in pratica…

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L’Uomo Montagna non sarebbe così tanto prezioso senza le illustrazioni di Amélie Fléchais, autrice francese di straordinario talento. I suoi disegni hanno linee morbide, i colori sono tenui e accoglienti durante le fasi più piacevoli del viaggio ma diventano più scuri e forti quando sopraggiungono momenti carichi di avversità, tenendo per mano il lettore in ogni istante e in ogni emozione. Fléchais è minuziosa nei particolari e se i suoi personaggi risultano amichevoli agli occhi dei più piccoli, sono altresì adorati dallo sguardo adulto. L’immaginario creato da questa autrice permette alla realtà del mondo di diventare incantata e leggera come in un sogno, traducendo perfettamente un testo così poetico.
Leggerete questa storia ai vostri figli o ai nipoti prima che vadano a dormire, la leggerete ai fratellini e alle sorelle più piccole oppure nelle biblioteche o nelle vostre classi. Però, L’Uomo Montagna parlerà sempre direttamente anche a voi e, attraverso i suoi personaggi e le illustrazioni color pastello, vi accorgerete di poter ritrovare l’abbraccio di chi non c’è più in quello di coloro che avete deciso di accogliere nel vostro meraviglioso viaggio. Traduzione di Stefano Andrea Cresti

Amélie Fléchais è una talentuosa artista francese, autrice anche del picture book Lupetto rosso e del graphic novel Il sentiero smarrito. Inoltre, ha lavorato a progetti di animazione come Brendan e il segreto di Kells, Kung Fu Panda e La canzone del mare.

Séverine Gauthier è scrittrice da sempre appassionata di letteratura per l’infanzia. Due dei suoi albi sono stati pubblicati nel 2008 da Delcourt, e hanno vinto numerosi premi. Insieme a Thomas Labourot ha creato le serie Washita (Dargaud) e Garance (Delcourt). Nel 2015 ha pubblicato il primo volume di Haida, L’immortale balena.

Source: libro inviato dalla casa editrice al recensore. Ringraziamo Simone, addetto stampa Tunué.

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:: Liberi Junior – Una cosa difficile, Silvia Vecchini, Sualzo, (BaBao, 2016) A cura di Viviana Filippini

13 febbraio 2017
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Una cosa difficile è il libro per bambini di Silvia Vecchini, con i disegni di Sualzo. La storia realizzata per i piccoli lettori che ancora non sanno leggere ha per protagonista un bambino con le sembianze di cane. Il bimbetto fa di tutto pur di recuperare una rotella. Lui poi, impavido, sfida le intemperie e la montagna per raggiungere la cima. Qui trova un altro personaggio, un bimbo pulcino, al quale dà la rotella e dice una sola parola “SCUSA”. I due, a pace fatta, partono sullo slittino a rotelle per nuove mirabolanti avventure. Una cosa difficile è un libro che riesce a dimostrare come con il solo uso di immagini disegnate, di pochi colori (bianco, azzurro e nero) si riesca a creata una narrazione curiosa e avvincente. Il piccolo lettore che non ha ancora imparato a leggere riesce a comprendere la trama grazie alle immagini. Inoltre è chiaro è netto il messaggio, sul fatto che a volte ci sono cose da fare e da dire che non sono facili da compiere. Basta una buona dose di coraggio e di maturità, proprio come fa il bambino cane, per fare il possibile per recuperare la rotella e chiedere poi scusa all’amico di sempre e compagno di giochi. Una cosa difficile è sì un libro per bambini, ma la purezza tramite la quale i due autori riescono a comunicare il messaggio è così forte che non solo smuove l’animo bambino, ma anche quello adulto. È vero chiedere scusa non è una cosa facile da fare, e noi adulti lo sappiamo meglio dei bambini, ma queste pagine ci insegnano che è possibile farcela perché, a volte, basta poco per sistemare le cose.

Silvia Vecchini, nata nel 1975 a Perugia, è laureata in Lettere, studia presso l’Istituto Teologico di Assisi, scrive libri per bambini, testi scolastici e progetta materiale didattico. Con suo marito, Antonio Vincenti, ha creato Il Gruppo Sicomoro per svolgere insieme una attività editoriale rivolta ai bambini e ai ragazzi come autori e illustratori, sia nell’ambito della catechesi che dell’insegnamento della religione cattolica e della narrativa. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato, oltre ai lavori con Il Gruppo Sicomoro, i romanzi per ragazzi Rabbunì (2009) e Myriam (2011).

Sualzo è il vero nome di Antonio Vincenti. Sassofonista mancato, disegnatore autodidatta e interessato alle cose del mondo, inizia il suo percorso artistico negli anni Novanta collaborando con “Il corriere della sera”. Autore di libri per ragazzi, si ritrova ben presto a lavorare per le principali case editrici italiane. I suoi libri sono pubblicati in Francia, Portogallo, Croazia, Svizzera, Polonia, Nuova Zelanda, Malesia, Indonesia, Giappone, Cinea, Corea del Sud, USA. In Italia ha pubblicato L’improvvisatore (Rizzoli-Lizard, 2009), opera grazie alla quale ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura al Festi’BD di Moulins. Nel 2013 pubblica Fermo, graphic novel edito da Bao Publishing con cui apre la collana “Le città viste dall’alto”. Nel 2014, sempre per Bao Publishing, illustra Gaetano e Zolletta, sui testi di Silvia Vecchini.

Source: acquisto personale del recensore.

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:: Liberi Junior – Ely e Bea. Il mistero a Pancake Court (Gallucci 2016) A cura di Viviana Filippini

15 ottobre 2016
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Il mistero a Pancake Court è il decimo volume della serie di libri per ragazze creata dalla scrittrice americana Annie Barrows con protagoniste Ely e Bea. Le avventure delle due amiche per la pelle sono note al pubblico italiano grazie all’editore Gallucci, che ha stampato i volumi in questi anni. Come vuole la tradizione, nella trama le principali protagoniste saranno Ely, bionda, tranquilla e riflessiva che ama deliziarsi con la lettura di libri e, accanto a lei, la moretta Bea, più energica e pestifera dell’amica di sempre. Bea vive nel quartiere di Pancake Court e sua madre le permette di vedere due film a settimana, nei quali non devono comparire parolacce. Bea è attratta dalle avventure in bianco e nero dell’investigatore Al Seven. Ciò che la colpisce di Al è la sua abile capacità di addentrarsi in ogni singolo anfratto per scoprire i misteri che caratterizzano il mondo filmico del quale è protagonista. La piccola dai capelli scuri è così eccitata dalla visione dei vecchi film da mettersi in testa di essere l’investigatore di tutta Pancake Court e, assieme alla sua inseparabile amica Ely, sarà pronta a risolvere tutti i misteri che aleggiano nel suo luogo di residenza. Ancora una volta Annie Borrows riesce a creare una trama nella quale il divertimento, la suspense e la curiosità sono le caratteristiche che animano le vite di Ely e Bea, questa volte alla prese con atmosfere poliziesche nelle quali le due si immergono per gioco. Bea vuole però fare le cose in modo serio e riesce anche crearsi anche un ufficio con targhetta sulla porta e poltrona, recuperando l’occorrente nella vecchia cantina di casa. Le due amiche metteranno in campo tutta la loro astuzia per scoprire, per esempio, cosa si nasconde sotto il tombino in giardino, o perché il postino si è addormentato e la ciabattina è sparita. Ad un certo punto le due amiche dovranno capire perché una corda si allunga da sola e per trovare la soluzione, Ely e Bea coinvolgeranno gli amici dei caseggiati vicini. Le storie con protagoniste Ely e Bea sono di piacevole lettura grazie ad uno stile asciutto che porta l’attenzione sulle azioni delle due bambini, le quali coinvolgono amici e conoscenti, e noi lettori compresi, nelle loro mirabolanti avventure. A rendere ancor a più apprezzabile agli occhi del lettore la storia delle due amiche, le immagini lineari e ordinate dell’australiana Sophie Blackall. Traduzione Mazzarelli P.

Annie Barrows è un’editrice e scrittrice americana famosa per la serie di libri per bambini con protagoniste le due inseparabili amiche Ely+Bea (Ivy & Bean nella versione americana), ma è anche autrice di libri per adulti. La Barrows ha sempre avuto forte empatia con i libri tanto che ha lavorato in una biblioteca quando andava a scuola, ha studiato letteratura inglese all’università e poi è diventata editor. Ha cominciato a scrivere libri per bambini dopo la nascita delle sue due figlie e si è ispirata proprio a loro per creare i personaggi di Ely e Bea.

Sophie Blackall è australiana, ma vive ormai stabilmente a Brooklyn. Le sue illustrazioni hanno vinto diversi premi e sono apparse anche su vari giornali, tra cui il “New York Times”.

Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Marina Fanasca Ufficio stampa Gallucci.

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:: Liberi junior – Il pigiama verde, Guia Risari (Coccole Books 2016) a cura di Viviana Filippini

30 settembre 2016
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Il piccolo Andrea è un bambino parecchio capriccioso, che sa dire sempre e solo no! Fosse solo questo a rendere il protagonista de Il pigiama verde una piccola peste, lo si potrebbe accettare, ma il bambino diventa ancora più cocciuto e dispettoso quando deve andare a letto, perché non vuole mai indossare il pigiama. La ragione? È il semplice fatto che il pigiamino gli ricorda troppo l’oscurità della notte, il buio e l’inquietante silenzio che la caratterizzano. Una sera il papà fa un regalo molto speciale ad Andrea: un bel pigiama verde. Il bambino è molto sospettoso e non capisce perché mai dovrebbe indossare quell’affare, ma il babbo gli fa notare che quell’indumento non è un semplice capo d’abbigliamento. Quella è una tuta speciale che gli farà vivere fantastiche avventure. Andrea, un po’ riluttante, indossa il pigiama verde e una volta chiusi gli occhi per dormire, il piccoletto comincerà una serie di inimmaginabili avventure. E così Andrea si trova con una fantastica tuta impermeabile nelle profondità marine dove scorge strane creature, compreso un polipo che cambia colore. In un attimo, il protagonista si ritrova prima nella giungla tra scimmie, uccellini canterini e felini maculati, e poi nello spazio, dove vede stelle luminose e sorridenti. Il libro di Guia Risari è una storia corredata dalle simpatiche e colorate illustrazioni di Andrea Alemanno che rendono agli occhi del piccolo lettore molto coinvolgenti le mirabolanti avventure vissute dal piccolo protagonista. Il pigiama verde di Guia Risari è una piacevole storia che aiuta i bambini a capire come il sonno, grazie ad un piccolo aiuto (in questo caso il pigiama verde) possa diventare una dimensione nella quale riposare con piacere, sperimentando emozionanti e fantastiche avventure.

Guia Risari (Milano, 1971) è laureata in Filosofia morale all’Università Statale di Milano. È specializzata in Studi ebraici moderni in Inghilterra e in Letteratura comparata in Francia, dove ha vissuto per qualche tempo e ha collaborato con diverse università francesi. Ha lavorato come educatrice, giornalista e traduttrice. Scrive racconti, libri per bambini, testi teatrali, saggi, testi surrealisti, poesie. Tiene laboratori, conferenze e corsi di scrittura e lettura. Fra i suoi libri si citano: Jean Améry. Il risentimento come morale sul risentimento nella filosofia occidentale (Franco Angeli 2002), vincitore di cinque premi letterari, L’alfabeto dimezzato. Storie di coccodrilli scottati e scimpanzé in piscina (Beisler, 2007), Il cavaliere che pestò la coda al drago (EDT-Giralangolo, 2008), Gli occhiali fantastici (Franco Cosimo Panini, 2010), Il Decamerino (Mondadori, 2015), La porta di Anne (Mondadori, 2016), Il viaggio di Lea (Einaudi Ragazzi, 2016).

Source: libro inviato dall’autrice, che ringraziamo, al recensore.

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:: Liberi junior – Berlin I fuochi di Tegel, di Fabio Geda, Marco Magnone (Mondadori, 2015) a cura di Elena Romanello

5 dicembre 2015
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Tempo di fantascienza distopica per gli autori italiani: dopo Lidia Ravera con Gli scaduti e Niccolò Ammaniti con Anna, è la volta della serie di Berlin, scritta a quattro mani da Fabio Geda, diventato famoso con storie realistiche, in testa Nel mare ci sono i coccodrilli, e Marco Magnone, grande amante di storie ambientate nelle città e di Berlino in particolare.
Berlin I fuochi di Tegel è il primo libro di una serie di fantascienza distopica, anzi di ucronia, Storia alternativa, rivolta ad un pubblico di adolescenti, ma in realtà interessante anche con qualche anno in più, come succede con la buona narrativa di genere fantastico e non solo.
In una Berlino degli anni Settanta ancora divisa dal muro, un’epidemia misteriosa ha ucciso tutti gli adulti, e nella città abitata solo da giovanissimi imperversano bande, non ci sono più regole e sopravvivere è l’unica cosa che conti. Un gruppo di ragazzi, in cui spiccano Theo, Christa e Jacob, i tre protagonisti della vicenda, lotta per la sua salvezza e deve confrontarsi con la banda peggiore di Berlino, che vive nell’aeroporto di Tegel, luogo dove tra l’altro sono state girate alcune scene dell’ultimo capitolo di Hunger Games.
L’idea di fondo non è forse nuovissima, ci sono echi di un classico come Il signore delle mosche di William Golding e del recente The young world di Chris Weitz, ma la trama è interessante, avvincente e presenta un sogno di molti quando si è giovanissimi, non dover più rendere conto agli adulti di quello che si fa, diventato un incubo in un mondo non spiegato del tutto (vedremo nei prossimi libri), con un buon ritmo cinematografico e una serie di colpi di scena che fanno entrare a buon titolo il libro in un filone che oggi come oggi sembra essere uno dei più importanti della narrativa fantastica.
Interessante la scelta di una città come Berlino, non le più glamour Londra o Parigi o New York, non posti italiani come Roma, Milano o Torino, ma un luogo di intolleranza passata, divisione per decenni e oggi capace di reinventarsi e di diventare simbolo di integrazione e accoglienza, oltre che di riflessione sugli errori passati:qui il momento scelto è gli anni Settanta, in un’epoca alternativa, e i ragazzi lasciati a loro stessi ricorderanno ai meno giovani i giovanissimi perduti e realistici di Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.
Berlin I fuochi di Tegel coniuga comunque la vocazione d’evasione e d’intrattenimento con la proposta di tematiche serie, presenti in tanta narrativa fantastica, che non è certo mera fuga dalla realtà.

Fabio Geda si è occupato per anni di disagio minorile, esperienza che ha spesso riversato nei suoi libri. Nel mare ci sono i coccodrilli, il suo terzo romanzo, ha venduto quattrocentomila copie, è stato tradotto in ventotto paesi, è letto nelle scuole un po’ ovunque e ne sono stati tratti diversi spettacoli teatrali. Ha sempre desiderato scrivere una saga per ragazzi. Ora l’ha fatto.

Marco Magnone è nato nel 1981 ad Asti, dov’è vissuto fino a quando si è trasferito a Torino per l’università. Berlino l’ha scoperta grazie all’Erasmus ed è stato amore a prima vista. Tornato in Italia ha iniziato a lavorare nell’editoria e a scrivere occupandosi soprattutto di narrazioni urbane. Un pezzo del suo cuore però è rimasto sotto la torre di Alexanderplatz.

Source: libro omaggio dell’editore.

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